PERCHE’ LA TANZANIA?

Un tempo terra coloniale e regno dei “grandi cacciatori bianchi”, le vaste pianure che si distendono a perdita d’occhio, la fauna più numerosa e selvaggia di tutto il pianeta, gli incredibili angoli regalati da una natura rigogliosa, gli usi e costumi del posto: potrete visitare i villaggi più antichi e conoscere varie etnie che caratterizzano la Tanzania, tra cui quella dei Masai, i suoi famosi parchi, come il Serengeti e il Monte Kilimanjaro o lo splendido cratere di Ngorongoro, regaleranno al “viaggiatore” emozioni uniche ed indelebili….. E poi c’è la sensualissima appendice del paese, Zanzibar, isola che fu un importante centro per il commercio delle spezie, circondata da bianche spiagge caratterizzate dal gioco delle maree. Nonostante la Tanzania si trovi nella fascia equatoriale, il suo clima è di tipo tropicale, il periodo meno adatto per un viaggio in Tanzania è dunque la stagione delle piogge, da Marzo fino agli inizi di Maggio.

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COSA VEDERE IN TANZANIA

ARUSHA

Arusha, conosciuta come la Capitale Mondiale dei safari, è la città della Tanzania da cui partono tutti i safari verso i parchi settentrionali. Si trova a nord del Paese, in un paesaggio mozzafiato situato sull’altopiano della Grande Rift Valley, fra la pianura di Serengeti, il cratere Ngorongoro, il lago Manyara, la gola di Olduvai e il Kilimangiaro. Qui predomina la presenza del Monte Meru, alto circa 4.600 metri ed è possibile ammirare la bellezza del Monte Kilimanjaro. La regione è una delle più suggestiva della Tanzania è perciò la destinazione perfetta per chi cerca un incontro autentico con la natura incontaminata africana.

PARCHI NAZIONALI

Serengeti National Park, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, si trova al nord della Tanzania ed è uno dei parchi nazionali più belli della Tanzania e di tutta l’Africa. Qui, in quanto paese dalla fauna ricca e varia, troverete anche i cosiddetti “BIG FIVE”: elefanti, leoni, leopardi, rinoceronti e bufali. Il Serengeti National Park è considerato il parco più famoso di tutto il continente, con oltre 14000 kmq di savana abitata da una vastissima varietà di specie animali. Tuttavia lo spettacolo principale è rappresentato dalla Grande Migrazione, una transumanza di animali tra i parchi del Masai Mara (Kenya), Serengeti e Ngorongoro. Le mandri di gnù, zebre e altri erbivori si spostano tra questi parchi durante tutto l’anno, sempre alla ricerca di pascoli ed acqua, seguiti dai grandi predatori.

Group of giraffes in the Serengeti National Park. Sunset background. Sky with rays of light in the African savannah. Beautiful african cloudscape.
Zebras and wildebeests in the Ngorongoro Crater, Tanzania

La riserva naturale di Ngorongoro, dichiarata patrimonio UNESCO, è situata al nord della pianura del Serengeti e a est dell’omonimo parco e rappresenta una grande attrazione turistica, la sua caldera vulcanica, da cui prende il nome, è la più grande ininterrotta e non riempita del mondo, profonda 610 metri, considerato l’ottava meraviglia del mondo. Grazie alla sua piovosità, la riserva ospita numerosi laghi e torrenti, mentre la savana si concentra principalmente nelle zone semi-desertiche del territorio. Il Ngorongoro è una riserva naturale, in cui i Masai vivono con i loro animali domestici a stretto contatto con la fauna selvatica, contrariamente a quanto avviene nei parchi nazionali, dove gli insediamenti umani non sono ammessi. La riserva ospita oltre 25.000 grandi animali tra cui alcuni degli ultimi rinoceronti neri rimasti in Africa.

Il Tarangire National Park, situato alle porte di Arusha, presenta uno scenario dai colori e paesaggi magnifici. Anche qui la fauna è molto vasta che contribuisce alla creazione di un’ambiente suggestivo. Il Tarangire viene definito anche il parco dei giganti, per l’imponente presenza di baobab ed elefanti. Il parco prende il nome dal fiume che lo attraversa che si popola di animali durante la stagione secca, essendo l’unica fonte di acqua da giugno a ottobre. Si tratta di uno dei parchi più belli della Tanzania, secondo solo al Serengeti e al cratere del Ngorongoro. Da Arusha si raggiunge in meno di 2 ore di jeep su pista asfaltata. Gli animali e il paesaggio non sono l’unica attrazione, qui avrete la possibilità di entrare in contatto con i Masai boma, un’occasione unica per scoprire le usanze locali.

A pride of lions soaking up the mid-day sun. Serengeti National Park, Tanzania
Wildebeests are crossing Mara river. Great Migration. Kenya. Tanzania. Masai Mara National Park. An excellent illustration.

Il Kilimanjaro National Park, situato nelle zone nord-orientali della Tanzania, è uno dei parchi più famosi e più grandi del mondo. Si contano circa 140 specie di mammiferi all’interno della riserva, compresi i BIG FIVE. Il monte Kilimanjaro è la più alta vetta solitaria al mondo, la più alta in assoluto di tutta l’Africa, perciò rinominata il “Tetto d’Africa”, rappresenta una meta amatissima per chi ama il trekking, presenta molti sentieri in cui fare passeggiate e che consentono di raggiungere la cima innevata. Salendo verso la vetta si noterà un’ampia varietà di zone ecologiche: boscaglia, foresta pluviale, brughiera, deserto alpino e artico. Il parco opsita, tra i tanti animali, anche molti primati come babbuini, colobi e galaghi, senza dimenticare le innumerevoli specie di uccelli.

ZANZIBAR

Zanzibar è una delle più rinomate località turistiche dell’Oceano Indiano, dista circa 40 km dall’Africa continentale e si trova appena sotto l’Equatore. Zanzibar è la meta perfetta per chi vuole rilassarsi sulle spiagge da cartolina tra acque cristalline e paesaggi incontaminati. Zanzibar è composta da un arcipelago di più di quaranta isole, molte disabitate, situate nell’Oceano Indiano, le due isole maggiori sono Unguja e Pemba, entrambe situate ad est di Tanzania, appena sotto il corno d’Africa. Le spiagge da non perdere sono quelle di Jambiani, Paje e Bwejuu, in cui assisterete anche al fenomeno della bassa e dell’alta marea, Kizimkazi è famosa per la presenza di delfini, mentre a Nungwi potrete visitare il vivaio delle tartarughe marine e il più grande mercato del pesce dell’isola.

KUDA IL VALORE DELL’ESPERIENZA

GASTRONOMIA

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La tradizione culinaria in Tanzania è caratterizzata da una diversità incomparabile, il cibo cambia da zona a zona, dalla Costa Swahili all’isola di Zanzibar, nell’entroterra viene consumata molta carne, principalmente alla griglia, accompagnata da verdure, riso, platani o stufati, mentre le regioni costiere offrono piatti di pesce fresco e frutti di mare. Il piatto più tipico tanzaniano in assoluto è l’ugali, molto apprezzato anche dai turisti, è una sorta di porridge di mais, servito con quasi tutti i cibi, come sughi, stufati o insieme a piatti di pesce o carne. Le differenze gastronomiche sono visibili anche in questo piatto, non solo per l’accompagnamento di carne o pesce, ma anche per il tipo di farina, spesso è di mais, ma può essere anche di miglio, di sorgo o di manioca. Tuttavia, la cosa più importante dell’ugali è che si mangia con le mani, prendendo una piccola quantità da un piatto comune per poi intingerlo nel condimento preferito. Il pilau è un piatto di origine indiana che fu introdotto dai commercianti arabi che arrivavano dall’Oriente, a base di riso con pollo, manzo o verdure arricchito con latte di cocco, cannella, chiodi di garofano, spesso servito con il chapati, una focaccia di grano integrale, che solitamente viene servita a colazione. Il boku boku è uno stufato cotto due volte, prima con acqua e spezie e dopo fondo di cottura mescolato con il frumento integrale. Uno dei piatti più comuni tra le bancarelle street food è la carne al barbecue, speziata e accompagnata da verdure, cotte o crude o patatine, chiamate dai locali cipsi; il barbecue può essere di pollo, chiamato kuku choma, oppure di manzo nyama choma. Gli amanti del pesce potranno rifarsi con il pweza wa nazi, in Swahili significa “polpo con noce di cocco” e infatti un polipo bollito nel latte di cocco con curry, cannella, cardamomo, aglio e succo di lime. Capitolo a parte per le banane che crescono rigogliose intorno al Kilimangiaro e rappresentano una parte indispensabile del menu, sono consumate in diversi modi: ndizi kaanga sono le banane fritte vendute alla bancarella street food, mentre ndizi na nyama è stufato con banane acerbe con l’aggiunta di manzo, pomodori, aglio, spezie e latte di cocco, spesso viene servito con l’ugali. Passando ai dolci, sono diversi e tutti artigianali, assolutamente da provare il vitumba, sempre venduto per strada, è un dolce di riso accompagnato al tè Chai o al caffè nero. La spice cake, è una pasta frolla speziata con cannella, chiodo di garofano, noce moscata e cioccolato, molto popolare. Un altro dolce tipico è il mandazi, un pane fritto ripieno servito con spezie fresche e cocco, poi c’è il pane ai datteri e gli immancabili e freschissimi succhi di frutta esotiva, come mango, ananas, papaia e tamarindo, tipico della Tanzania.

TRADIZIONI

portrait of a Maasai warrior in Africa. Tribe, Diani beach, culture

La tribù più conosciuta in Tanzania sono sicuramente i Masai, molto legati alla loro cultura ed al loro stile di vita tradizionale. Sono un popolo di pastori che convive con grandi mandrie di elefanti, zebre, gnu, bufali e antilopi all’interno dei grandi parchi africani, come il Serengeti, Masai Mara, Ngorongoro, Tarangire, Kilimangiaro. Letteralmente il termine “Masai” significa “colui che parla il Maa”, una lingua basata sulla tradizione orale. È facile riconoscerli, hanno dei bellissimi lineamenti, con zigomi alti e forme longilinee, vestiti di rosso. Le famiglie Masai sono sempre numerose e poligame, avere tanto bestiame è sinonimo di ricchezza, allevano bovini, capre, zebù e pecore e si nutrono dei loro prodotti. Il Masai Boma è il villaggio Masai, una delle una delle attività più comuni durante il safari. All’arrivo nel villaggio sarai accolto da un caloroso canto di benvenuto, con la guida Masai potrai passeggiare alla scoperta delle piante utilizzate nella medicina Masai, per osservare le impronte degli animali selvatici e il bestiame con i recinti. La tribù Masai è molto accogliente e simpatica, ama scherzare, tuttavia mai mancare di rispetto, ricordiamoci che sono una popolazione di guerrieri, sarà gradito un regalo da portare in segno di gratitudine, come per esempio lo zucchero.

IL MIO VIAGGIO IN TANZANIA!

COME ENTRARE IN TANZANIA

Passaporto:

Passaporto necessario con validità residua di 6 mesi al momento dell’ingresso nel Paese. Per eventuali variazioni alla normativa relativa alla validità residua richiesta del passaporto, si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese in Italia.

Vaccinazioni:

Obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla per i viaggiatori maggiori di un anno di età, provenienti da un Paese dove la febbre gialla è a rischio trasmissione (Kenya, Ethiopia, ecc.), anche nel caso di solo transito aeroportuale, se questo è superiore alle 12 ore ed in ogni caso se si lascia l’aeroporto di scalo.

Visto:

Necessario, sia per motivi turistici che per affari. L’Ambasciata di Tanzania a Roma non rilascia più visti. Il visto si ottiene solo tramite i seguenti siti web governativi ufficiali:

1) Procedura in lingua inglese:   https://visa.immigration.go.tz/  (visto da richiedere almeno 10 giorni prima della data di partenza).

2) Procedura in lingua italiana, con questionario facilitato ed assistenza del Consolato a Milano:
https://www.consolatotanzania.org/visti-online/  (operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, compresi i fine settimana e festivi).

Qualsiasi altro sito non governativo, non è autorizzato e non è un sito ufficiale.

E’ obbligatorio stipulare, prima della partenza, sia per la Tanzania che per Zanzibar, una “Certificazione Internazionale di Assicurazione Sanitaria”, che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente. Informazioni sulla validità della Certificazione possono essere richieste al seguente indirizzo email: salute@consolatotanzania.org 

Per ulteriori informazioni, sempre aggiornate, clicca sul sito di viaggiaresicuri.it oppure su salute.gov.it

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